Il 5 luglio 2026 lo stilista Paul Smith ha compiuto 80 anni, a 50 dalla sua prima collezione presentata all’Hotel Odéon di Parigi. Nel frattempo è diventato Sir, baronetto, ma lui si definisce «amministratore delegato della felicità», a metà tra il giullare e lo sciamano — senza computer né biglietto da visita.

Una giornata che inizia alle 7

La sua giornata inizia alle 7 in punto, dopo la rituale nuotata nel club per gentiluomini vicino alla sua casa di Londra, dove gli capita di incontrare un chirurgo cardiaco che al St. Thomas Hospital ha operato 9mila bambini. Infatti dice che gli eroi sono altri: lui si limita a fare vestiti.

Dopo la nuotata si reca in ufficio, dove conserva gli oggetti più strani che gli vengono recapitati dagli ammiratori e dagli amici di tutto il mondo. I suoi collaboratori la definiscono «stanza del paracetamolo» — perché si entra rilassati e si esce con il mal di testa.

Le riunioni si svolgono rigorosamente in piedi, sul tavolo di lavoro, «per sviluppare il pensiero laterale», alternate da varie gare a premi che prevedono il miglior cappello rosso o il più bel disegno di orso.

Apple, le calze, e il Giappone

Apple lo ha invitato a tenere una lezione di stile ai suoi designers, mentre lui afferma di stare in piedi perché vende un milione di paia di calze all’anno — ma, aggiunge, anche cinquantamila capi fatti a mano in Giappone, uno dei Paesi che più apprezza il suo stile sobrio.

I tessuti, sempre dall’Italia

Anche Paul Smith compra i tessuti in Italia. Ricorda in particolare che, anni fa, a Como, riuscì a ordinare un tessuto multicolore che richiedeva almeno trecento metri di stoffa per essere stampato. Proprio da quello uscì una collezione di camicie che i grandi magazzini londinesi Harrods comprarono, vendendole tutte.

Le persone vestite — Tony Blair, Bowie, gli Oasis

Negli anni Paul Smith ha vestito molte persone famose, compresi primi ministri (Tony Blair ricevette tre camicie bianche con una donna nuda ricamata sui polsini) e personaggi dello spettacolo: da David Bowie a Liam Gallagher degli Oasis ai Simply Red — che a inizio carriera non avevano una sterlina, ma volevano essere vestiti dal migliore.

La camicia bianca

Uno dei suoi capi più iconici sono le camicie bianche. Paul Smith ricorda un aneddoto significativo: alla prima collezione un acquirente gli chiese perché mai dovesse comprare camicie bianche semplicissime, e Smith replicò che erano confezionate in Sea Island Cotton, con bottoni di madreperla e ventidue punti di cucitura per pollice — una trama molto fine.


«Le mie cose non cercano attenzione, la richiedono.»

Una dichiarazione di stile tanto breve quanto efficace, da parte di un genio creativo che ha creato un vero e proprio mood, uno stile inconfondibile — e che si augura, per il futuro, un «cervello che svolazza ovunque, alla ricerca di qualcosa di ridicolo che possa apparirgli dietro l’angolo».