Un nome che merita un posto d’onore in qualsiasi conversazione sulla moda maschile: Kenneth Winfield Scott (1918–1991) era un designer americano nato a Fort Wayne, Indiana, che dopo gli studi alla Parsons School of Design di New York si trasferì a Milano negli anni Cinquanta.
L’Italia divenne il suo mondo, Milano la sua città, e la moda il suo linguaggio.
Il re dei fiori
Ken Scott è il re dei fiori nella moda. Non fiori decorativi, non fiori timidi — fiori esplosivi, sovradimensionati, psichedelici, stampati su tessuti con una vivacità cromatica che non aveva precedenti nella moda del suo tempo. Rose enormi, girasoli, botanica tropicale, papaveri, orchidee — tutto stampato con una libertà e un’energia che sembravano più pittura che moda.
Il suo approccio era genuinamente quello di un pittore: lavorava direttamente sui tessuti come su una tela, con una sensibilità coloristica che deve molto a Matisse e ai Fauves.
Ken Scott fu infatti tra i primissimi a portare i fiori negli abiti da uomo in modo diretto e senza scuse — in un’epoca in cui l’uomo vestiva grigio, blu e beige. Le sue camicie, i suoi completi, i suoi costumi da bagno (amatissimi) introdussero l’idea che l’uomo potesse vestirsi con la stessa libertà cromatica di un giardino in fiore.
Le sue stampe influenzarono direttamente gli anni Sessanta e Settanta — e si ritrovano, consciamente o no, in tutto quello che oggi chiamiamo resort wear, floral shirt, moda estiva maschile audace.
L’archivio oggi: Mantero
Oggi Ken Scott appartiene al setificio comasco Mantero, che ha rilevato il marchio e soprattutto il ricchissimo archivio dello stilista che portò a Milano la leggerezza cromatica americana mescolata alla qualità artigianale italiana.
Oggi si può visitare l’omonima Fondazione: negli ultimi anni c’è stata una significativa riscoperta con mostre, libri, collezionisti di vintage che pagano cifre importanti per i suoi pezzi originali, e designer contemporanei che citano apertamente il suo lavoro come riferimento.
Le Speronari Suites di Milano
Ken Scott veste la suite che porta il suo nome alle Speronari Suites di Milano, grazie allo studio Xtra che ha estratto alcuni motivi floreali dai famosi tessuti per gli arredi della suite: a partire dalla Sansverina, per la testata del letto; dal Caterina per le poltroncine dell’area lounge; dalla Assalonne per le pareti.