I setifici comaschi stanno rilanciando i tessuti del passato, riscoprendo i loro archivi e l’heritage culturale di un patrimonio tipicamente italiano, per nuove declinazioni contemporanee, dalla moda all’interior design. Da oltre cento anni a Como sono infatti presenti i setifici più importanti del mondo, un punto di riferimento per la moda. Dopo un lungo periodo di crisi, e a tratti di oblio, stanno riscoprendo la loro capacità di creare disegni ad hoc per ogni tipo di richiesta, ad esempio l’arredamento delle camere di hotel prestigiosi, o di abitazioni di lusso. E lo fanno riscoprendo gli archivi, che potrebbero addirittura diventare musei, come ha fatto il setificio Mantero acquisendo Ken Scott, la Fondazione che aveva creato lo stilista milanese d’adozione prima di morire. L’archivio Ken Scott ha sede a Grandate ed è pieno di bozzetti, disegni, tirelle, abiti vintage; ma anche mobili complementi e accessori di moda. Lo stesso ha fatto Ratti, marchio fondato nel 1945 a Guanzate, che vanta un patrimonio di oltre un milione tra tessuti, disegni, prove su carta e immagini. “Casa Ratti” è oggi il progetto a cura del famoso architetto brasiliano Arthur Casas che ha già declinato alcuni tessuti per il marchio brasiliano Etel e per Living Divani, una eccellenza del Comasco. Taroni invece, 150 anni di storia dedicati alle maison di moda e ai costumi del cinema, è riuscita a riciclare materiali invendibili, rimanenze e scarti produttivi per far nascere tappeti e arazzi con l’aiuto di artigiane marocchine. E addirittura vasi in lacche e smalti ceramici con la seta di scarto, originando perfino un brevetto. Alla Design Week Taroni ha presentato un marchio di arredi: le sedie di Very Wood rivestite con una seta di ben 100 tinte diverse! Questo è solo l’inizio di una creatività che si rinnova in Italia grazie all’eredità del passato.